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Trittico Vergini

Il 3 febbraio a Palazzo Reale è stata inaugurata la mostra "Il Simbolismo. Arte in Europa dalla Belle Epoque alla Grande Guerra" sulla scia di quella dedicata a Mucha, aperta fino al 20 marzo, relativa allo stesso periodo, fine XIX-inizio XX secolo. Un'epoca interessante per i cambiamenti, le rivoluzioni tecnologiche e le grandi scoperte scientifiche che cambiarono radicalmente le abitudini quotidiane.

La filosofia positivista aveva dato le basi ideologiche per il progresso e il materialismo, aveva indicato la scienza come onnipotente e aveva portato alla nascita del realismo e dell'impressionismo ma alla fine dell'Ottocento tutto ciò viene messo in discussione: la realtà non è solo come appare e non può essere interpretata esclusivamente dalla scienza e attestata dai sensi. L'uomo è frustrato da tre importanti rivoluzioni del pensiero: Copernico a suo tempo aveva ribaltato la centralità dell'Uomo nell'Universo, Darwin lo aveva fatto relativamente all'evoluzione della specie e Freud aveva indicato come l'uomo non sia in grado di gestire le sue pulsioni.

Poema della vita

La mostra è una sequenza di 24 sale, attraversando le quali si entra in una doppia dimensione, quella del sogno-incubo, popolata da angeli ma anche demoni; le 137 opere parlano di morte e vita, della tenebra ma anche della luce, del male e del bene. Da Baudelaire, antimoderno a cui si deve la modernità, l'esposizione è un susseguirsi di opere che indagano questo interessante periodo storico, confrontando simbolisti italiani e stranieri con opere pittoriche e grafiche ma anche letterarie e musicali. Sono state restaurate anche una decina di opere per l'occasione (per esempio l'Eroica di Previati e il polittico di Sartorio relativo alle Vergini Savie e le Vergini Stolte), dimostrando come le mostre temporanee possano essere un'occasione di studio e conservazione.

da Mille e una notteL'allestimento è scenografico e coinvolgente come nella meravigliosa sala dedicata alle tele di Sartorio dal ciclo Il poema della Vita Umana o quella dedicata all'influsso orientale per la serie Le Mille e una Notte di Vittorio Zecchin concludendo l'esposizione proprio in concomitanza con la Grande Guerra che spazzerà via la dimensione onirica e insieme ad essa la Belle Epoque.

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