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...alla scoperta di Milano

 

In Italia così come nel resto del mondo, il Carnevale è entrato nel pieno degli ultimi giorni…ma non per Milano e tutta la diocesi ambrosiana. Come mai?

Innanzitutto perché a Milano si segue il rito Ambrosiano, un insieme di tradizioni che si sono stratificate a partire da Sant'Ambrogio (per questo detto Ambrosiano). Rispetto al rito romano ci sono alcune differenze per quanto riguarda la liturgia, i paramenti, gli oggetti liturgici (come gli ostensori) e lo stesso calendario liturgico segue date diverse sia per l’Avvento (più lungo di due settimane) che per la Quaresima, più breve di quattro giorni.

 

Una di queste diversità riguarda così proprio il Carnevale: la parola sembra derivare dal latino carnem levare, che indicava nel periodo della Quaresima il momento in cui togliere la carne dai pasti come segno di digiuno. Il periodo precedente la Quaresima andò a includere  anche alcuni elementi più popolari di feste pagane come i Saturnali e i Baccanali: durante queste feste si rovesciava l’ordine sociale con un capo, che veniva eletto per indicare una nuova divinità - per questo vestito di rosso e con una maschera buffa, sempre legata alla fertilità della natura - e si organizzavano grandiosi banchetti. Terminate le feste si ritornava all’ordine e, con la religione cristiana, iniziava il periodo di penitenza e digiuno chiamato Quaresima. 

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Il rito romano fa coincidere il culmine del Carnevale con il Martedì grasso e l’inizio della Quaresima con il Mercoledì delle Ceneri, ma nella diocesi ambrosiana il periodo di penitenza e digiuno inizia con ben quattro giorni di ritardo, generando di conseguenza la Domenica delle Ceneri.

 

Ci sono varie versioni che spiegano questo ritardo: secondo alcune, il vescovo Ambrogio era partito per un pellegrinaggio facendo sapere che sarebbe tornato in tempo per concludere il Carnevale, ma subì un ritardo e i cittadini decisero di aspettarlo posticipando la Quaresima; secondo altre Ambrogio ottenne una dispensa dal Papa per posticipare la Quaresima in quanto la città era stata colpita dalla peste e la popolazione era già così stremata dalla quarantena appena conclusa che non avrebbe potuto sopravvivere al nuovo periodo di digiuno.

 

La realtà storica però sembra basarsi sul fatto che, iniziando la Quaresima di mercoledì, i giorni di digiuno sarebbero stati esattamente 40, senza calcolare le domeniche considerate giorni in cui non digiunare nel rito romano; non così per il rito ambrosiano, per cui il carnevale dura più giorni venendo anche indicato come il Carnevalone.

 

Ambrosiano o romano che sia il Carnevale è il periodo di alcuni dolci tipici come le chiacchiere (diffuse in tutta Italia con un’incredibile varietà di altri nomi: bugie, crostoli, frappe…) e che prendono origine dai dolci fritti nel grasso (frittilia, da cui frittelle) che si usavano nell’antica Roma proprio in questo periodo. Sembra che il nome “milanese” sia dato dal fatto che spuntavano ovunque… proprio come i pettegolezzi, le chiacchiere appunto.

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