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...alla scoperta di Milano

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Oggi, 8 marzo, ricorre la Giornata Internazionale della Donna. Inizialmente la ricorrenza era il 28 febbraio, giorno in cui - correva l'anno 1909 - fu organizzata una manifestazione per il diritto di voto alle donne negli USA. La festa iniziò a essere celebrato l'8 marzo solo cinque anni dopo, nel 1914, e si consolidò nel tempo grazie ad alcuni eventi importanti: nel 1917 proprio l'8 marzo le donne dell'impero zarista protestarono a Pietroburgo, chiedendo la fine della Guerra e scatenarono una serie di eventi che portò alla Rivoluzione di Febbraio e al voto alle donne. 

La Festa delle Donne ricorda la parità dei diritti e le conquiste che in questo senso sono state fatte nel corso del XX secolo, ma inevitabilmente diventa anche occasione per ricordare i personaggi femminili che hanno contribuito a fare la storia.

Anche Milano non è da meno: tante furono le imperatrici che in epoca romana agirono anche dal punto di vista politico, religioso e culturale, come Eusebia, Giustina, Faustina; molte le donne che anche in altri periodi storici contribuirono al lustro della città con progetti e commissioni artistiche, cercarono di mantenere un potere o furono rivoluzionarie tanto quanto gli uomini: da Aurona che fondò un monastero per le mutilate dinastiche, alle donne di casa Visconti e Sforza ma anche a tutte le donne patriottiche che combatterono per la liberazione dell'Italia.

In particolare, oggi ricordiamo due tra queste grandi protagoniste: Bianca Maria Visconti e Adelaide Bono Cairoli.

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Oggi, 8 marzo 2016, ricorre infatti il 550° anniversario della morte di Francesco Sforza: complicate le vicende che portarono al suo essere duca di Milano, ma la moglie Bianca Maria Visconti fu una pedina importantissima nel passaggio Visconti-Sforza, capace di gestire l'amministrazione e l'attività diplomatica in maniera eccellente anche in assenza del marito, dedicandosi anche al restauro e all'abbellimento della città di Milano. Nacque in questo periodo la Ca' Granda, modernissimo ospedale per i poveri e oggi noto come sede dell'Università degli Studi di Milano.

lapide AdelaideUn altro avvenimento importante è quello riportato sulla lapide in via Bigli 1: l'8 marzo 1806 nacque infatti Adelaide Bono Cairoli. Madre dei fratelli Cairoli, donna di grande cultura e finanziatrice di giornali patriottici, organizzò un salotto politico e letterario nella dimora di Pavia e fu molto ammirata per la sua fierezza e per le disgrazie a cui dovette far fronte soprattutto con la morte del marito e dei figli. Famosa la frase di Garibaldi nei suoi confronti: «L'amore di una madre per i figli non può nemmeno essere compreso dagli uomini... con donne simili una nazione non può morire», ma bisogna ricordare che fu lo stesso Garibaldi ad indicarla come esempio in più occasioni, accrescendone la fama di madre incomparabile «La Cairoli di Pavia, ricchissima, carissima, gentilissima matrona aveva quattro figli, uno morto a Varese sul cadavere di un austriaco che egli aveva ammazzato; il maggiore Benedetto, l'avete nella capitale ferito a Calatafimi e a Palermo. Il terzo Enrico vive col cranio spaccato negli stessi combattimenti, ed il quarto fa parte di questo esercito mandato da quella madre incomparabile».

Ci piace ricordare come largo Cairoli, dedicato a Benedetto – il primo dei 5 fratelli caduti per l’Italia, morto a Napoli nel 1889 - dal 3 novembre 1895 ospita il monumento a Garibaldi, opera di Ettore Ximenes.

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